Pochi visitatori immaginano che la piccola località di Prato San Pietro, dove oggi si trova la nostra struttura, sia stata citata da uno dei più grandi geni della storia.
Nel Codex Atlanticus (foglio 573r-v), Leonardo da Vinci scrisse:
"Li edifizi della vena del rame e dello arzento, presso a una terra detta Pra' Santo Petro, e vene di ferro e cose fantastiche."
In italiano moderno:
"Le installazioni delle miniere di rame e d'argento, presso un luogo chiamato Prato San Pietro, oltre a vene di ferro e cose straordinarie."
All'epoca, la Valsassina era una delle più importanti aree minerarie dell'Italia settentrionale. Le sue montagne fornivano ferro, rame, argento e altri minerali destinati a fucine, artigiani e officine per molti secoli.
Sebbene non esista una prova definitiva del percorso seguito da Leonardo, numerosi studiosi ritengono molto probabile che sia transitato da Prato San Pietro durante le sue esplorazioni della zona. L'antica strada che attraversa il borgo — l'attuale Via Roma, proprio davanti alla nostra struttura — collegava storicamente Cortenova, Cortabbio, Vimogno e l'interno della Valsassina, rappresentando un passaggio naturale per chi studiava le miniere e il territorio.
A oltre cinquecento anni di distanza, il paesaggio è rimasto sorprendentemente simile. Le limpide acque che scendono dalle montagne della Grigna, il torrente Pioverna, i boschi e il silenzio della valle permettono ancora oggi di immaginare ciò che affascinò Leonardo.
Passeggiando per Prato San Pietro non visiterete soltanto un piccolo borgo alpino: percorrerete un luogo che ispirò uno dei più grandi osservatori della natura di tutti i tempi. Forse è proprio questo a rendere questo angolo della Valsassina così speciale.